Freelance Storie e interviste

Mirko D’Isidoro ed i web designer freelance

Mirko D’Isidoro, con il suo progetto FreelanceWebDesigner.it
aiuta chi si avvicina a questa professione, fornendo utilissime informazioni e strumenti per migliorare il proprio essere freelance.

 

freelance-webdesigner_logo

Mondo Freelance

Da quanti anni sei in proprio?
Sono un freelance da circa 7 anni.

Cosa facevi prima e cosa ti ha spinto ad aprire una tua partita iva?

Lavoravo come dipendente di un’azienda che forniva corsi di formazione e master post universitari finanziati dall’Europa sugli argomenti di cui ero più ferrato: seo, web marketing, blogging e web design.

Attraverso il tuo sito FreelanceWebDesigner.it, fornisci consigli e guide utilissime per chi vuole imparare questa attività: come hai scelto questa nicchia e che tipo di clientela ti porta?

Mi sono ricordato delle difficoltà, dei tanti errori e dei problemi che avevo io all’inizio della mia attività da freelance ed ho pensato questo:

“Perché non provo ad offrire la mia esperienza sul campo per offrire un aiuto concreto a chi non sa che strada prendere per diventare un web designer e per crescere come freelance?”

Per capire se esisteva davvero questa reale esigenza mi sono guardato attorno, ed ho iniziato a seguire blog, gruppi e pagine fan nei vari social ed ho capito che effettivamente molte persone avevano bisogno di un appoggio iniziale per capire quale strada seguire.
La mia prima guida su come guadagnare con twago, scaricata finora da oltre 3mila persone, è nata dopo aver aperto un sondaggio a chi mi seguiva su Blographik.it  uno dei miei primi blog storici dedicati al web marketing, alla seo e al web design.
Da questo primo riscontro positivo poi sono nate altre guide che tuttora continuo ad offrire gratuitamente alla mia tribù di freelance. I clienti interessati ai miei prodotti a pagamento sono proprio quei freelance che mi seguono da tanti anni, e che si sono fidelizzati alla mia mailing list che continuo ad aggiornare ogni 15 giorni, da circa 3 anni.
Proprio a questo proposito, dopo aver cercato le esigenze reali del mio pubblico, ho realizzato un webinar che è un vero e proprio corso a step successivi per guadagnare online con WordPress come web designer o sviluppatore freelance.

guadagnare-con-wordpressCorso Guadagnare con WordPress

Questo è il mio primo corso a pagamento che offro dopo tanti anni di distribuzione di materiale gratuito. Nel momento in cui sto rispondendo a quest’intervista, ho lanciato in offerta questo corso, e in 3 giorni ho venduto 32 copie. Un mio successo personale che mi fa capire che offrire valore gratis prima di farsi pagare per un prodotto o servizio,  è la strada giusta per crearsi la propria clientela fidelizzata.

 

 

 

Quale è secondo te l’errore tipico che il giovane freelance commette al giorno d’oggi?

Lanciarsi in questo settore senza aver prima individuato il mercato a cui rivolgersi e senza aver studiato una strategia a tavolino. L’errore più evidente che vedo spesso è proprio questo: partire senza rendersi conto che non si può emergere dalla concorrenza se non ci si mostra all’esterno come un esperto di una specifica nicchia, e non come un web designer freelance tuttofare.

Cosa pensi della situazione attuale italiana relativa alle partite iva?

Purtroppo in Italia i freelance sono diventati i nuovi poveri. L’ho letto da qualche parte e non ricordo bene la fonte, ma la penso anch’io in questo modo.

Il nostro paese non facilita affatto l’inizio di un’attività, a parte qualche regime fiscale agevolato per chi è ancora agli inizi. Io stesso mi sento non considerato da uno Stato che pensa molto a incassare le tasse e poco ad offrire delle agevolazioni o dei servizi utili anche alla categoria dei freelance che non ha appoggi politici o sindacati a cui chiedere aiuto.

Al momento ACTA, è l’unica associazione che cerca di dare una mano a noi freelance, e visto che è composta da soli volontari, apprezzo molto il loro lavoro che cerco anch’io di promuovere e diffondere alla mia tribù di web designer. Per aiutarli, io stesso sono iscritto come socio ed ho pagato una piccola quota per sostenerli.

In pillole, 3 consigli e 3 avvertimenti per chi ha appena aperto la P.Iva

Partiamo dai consigli:

  1. Focalizza la tua attenzione solo per diventare esperto in un settore dove esiste un mercato di clienti paganti.
  2. Appoggiati anche ad altri colleghi ed amici. Creati un network di persone a cui puoi dare in oursourcing i tuoi lavori, per ricevere più commesse e aumentare gli introiti.
  3. Non rimanere chiuso nelle 4 mura del tuo ufficio, e fai di tutto per farti vedere e conoscere. Partecipa ai tanti eventi, convegni e barcamp che si organizzano in Italia nel settore del web designer, della seo e del web marketing.

Questi invece sono 3 avvertimenti derivanti dalla mia esperienza personale:

  1. Scegli il commercialista giusto perché potrebbe essere il tuo miglior alleato per capire come vivere degnamente come freelance anche in Italia.
  2. Impara dagli errori che commetterai nel corso della tua carriera professionale, perché è impossibile procedere sempre spediti senza incorrere in scelte sbagliate. Io stesso di errori ne faccio tanti ma cerco di non piangermi addosso e di imparare dalle mazzate prese durante il percorso.
    Usa queste scelte sbagliate per crescere come professionista ed evitare di rifare gli stessi errori.
  3. Investi nella tua formazione in modo continuativo ogni anno, perché essere aggiornati sul tuo settore ti permetterà di essere sempre al passo con le continue evoluzioni del web, che ti aiuteranno anche a trovare nuovi clienti e fidelizzare quelli acquisiti.

Quali sono sono state le difficoltà maggiori dopo che hai aperto la tua attività?

Non sapere le strategie che mi avrebbero aiutato a trovare nuovi clienti. Capita spesso che il freelance sia solamente un dipendente di un’azienda con partita iva.
E’ successo anche a me all’inizio della mia carriera. Avevo un solo grosso cliente con cui collaboravo come docente di corsi e master sul web marketing e la seo.
Adagiarsi senza cercare altri metodi per trovare nuovi clienti, potrebbe essere molto pericoloso perché si potrebbe rimanere a secco di introiti da un giorno all’altro. Io ho cercato di guardarmi attorno e di creare miei progetti personali, proprio per evitare di ritrovarmi ad un certo punto con un pugno di mosche per mano.

Svolgi la tua attività da casa o hai un ufficio privato/condiviso/coworking? Come mai questa scelta?

“Focalizza la tua attenzione solo per diventare esperto in un settore dove esiste un mercato di clienti paganti.”

Lavoro per il 90% del mio tempo da casa a parte qualche piccola collaborazione con web agency o agenzie di comunicazione, con cui collaboro come consulente di web marketing o come web designer. In caso venga richiesto, mi sposto direttamente con l’azienda che mi ha selezionato come collaboratore per brevi periodi.

Ho scelto di avere un ufficio a casa perché ho un figlio piccolo da seguire e risparmio sui costi dell’affitto di un ufficio.

Abito in un piccolo paese e per ora nelle vicinanze non esistono realtà affermate di coworking, altrimenti non sarebbe affatto male lavorare e condividere una scrivania con altri professionisti. Consiglio di uscire fuori casa, perché le distrazioni sono parecchie e i vantaggi di stare insieme ad altri colleghi, in uno spazio condiviso, sono più alti delle spese da affrontare.

Hai avuto difficoltà legate alla zona geografica in cui operi?

Sinceramente no, perché ho sempre cercato di non lavorare nella mia zona, ho puntato fin dall’inizio ad operare in tutta Italia e anche all’estero (Svizzera e Germania finora).

Ti sei dovuto trasferire a causa del lavoro?

No, per ora non ho avuto mai quest’esigenza appunto perché ad un freelance come me basta una connessione ed un portatile e si può lavorare dovunque.

Come gestisci la tua giornata lavorativa? hai un metodo particolare?

Se non ho una to do list da seguire, non riesco ad ottimizzare il tempo che ho a disposizione.
Per questo motivo, la sera prima di staccare dal lavoro, mi scrivo, carta e penna alla mano, tutti i task che non ho concluso nella giornata, e le operazioni che mi mancano da fare per terminare uno specifico progetto di un cliente o di un mio prodotto o servizio da lanciare. Per ogni task aggiungo anche il tempo lavorativo, in modo tale da poter distribuire in modo equo le ore per non dare troppa importanza ad un lavoro rispetto ad un altro.

I clienti ti fanno incazzare? Come gestisci situazioni critiche?

“Investi nella tua formazione in modo continuativo ogni anno, perché essere aggiornati sul tuo settore ti permetterà di essere sempre al passo con le continue evoluzioni del web”
Si alcuni clienti ti fanno saltare i nervi, ma bisogna rimanere calmi e tranquilli ed essere bravi a gestire situazioni poco piacevoli. L’unico suggerimento che mi viene in mente è di non prendere il toro per le corna. Non devi dimostrare che hai per forza ragione, ma cerca di formare il cliente fin dall’inizio della collaborazione.
Altra azione importante per evitare situazioni critiche è quella di essere chiari fin dall’inizio, facendo firmare un contratto con tutti i dettagli del progetto da portare a termine. In questo modo pochi clienti poi ti fanno perdere tempo e pazienza.

Raccontami un aneddoto simpatico capitato con un cliente

Di aneddoti ce ne sono tanti. Mi viene in mente che spesso ci sono dei fraintendimenti quando ci si parla via email, e ho bisogno poi di chiamare il cliente a voce, per rendere chiari alcuni punti che in malafede o in buonafede non erano chiari.

 

Strumenti 

Quali sono gli strumenti a cui non puoi rinunciare nello svolgimento del tuo lavoro quotidiano?

Ecco il mio elenco:  Google Drive,  Photoshop, Dreamveawer, Open Office, Aweber, WordPress, WeTransfert, Dropbox,  Wonderlist.

 

Lavoro in Italia

C’è un grosso divario tra Italia e l’estero come concezione del lavoro e rispetto della persona: cosa ne pensi?

Ho lavorato spesso con agenzie di comunicazioni o web agency in cui venivo trattato come un normale dipendente, che doveva sottomettersi ai voleri del capo ed essere sempre disponibili 24 ore su 24. Ho mollato subito queste realtà, perché in Italia spesso si sfrutta la situazione precaria che un freelance può ricoprire, e si spinge a volte a lavorare tanto per ricevere poco in cambio.
All’estero è diverso, ma non avendo rapporti continuativi con aziende non Italiane, non posso risponderti in dettaglio a questa domanda.

Cosa vuoi fare da grande? hai un sogno nel cassetto?

Creare un nuovo progetto in collaborazione con un socio fidato, creare tutta la struttura di marketing e monetizzare in modo quasi automatico. Passare ad un altro progetto seguendo lo stesso percorso, fino a quando non raggiungo un fatturato tale da gestire solo miei progetti senza essere costretto a trovare nuovi clienti.

freelance-webdesigner_logoHai un tuo nuovo progetto in corso che mi vuoi presentare?

Al momento tutta la mia attenzione e il tempo che ho a disposizione, tra un cliente e l’altro, è proprio quello di creare contenuti di valore, gratuiti e a pagamento, per la mia tribù di web designer e sviluppatori attraverso FreelanceWebDesigner.it

 

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Sull'autore

Sandro Tempesta

Sandro Tempesta

Graphic designer & digital strategist freelance.
Con un occhio di riguardo per le tamatiche legate alla grafica ed al web, questo blog è dedicato a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della comunicazione on line.
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