Freelance Interviste

Intervista: Marco Toscano

Marco l’ho conosciuto grazie alla sua smisurata passione per Adobe Indesign sul quale ha costruito la sua professione: nel suo sito propone corsi per tutte le necessità di impaginazione.
Ci siamo fatti una chiaccherata (virtuale, of course!) nella quale abbiamo parlato di libera professione, metodo e strumenti: ecco cosa ne è uscito fuori.

 

Da quanti anni sei in proprio?  
Quattro.

Cosa facevi prima e cosa ti ha spinto ad aprire una tua partita iva?
Passavo da una parte all’altra. Studi, case editrici, no profit. Ma quasi mai mi sentivo veramente realizzato. Non solo non facevo quello che realmente mi appassionava ma mi sembrava anche di stare facendo un favore a qualcuno.

Cosa pensi della situazione attuale italiana relativa alle partite iva?
Che siamo troppi. Però non è colpa nostra, e nemmeno degli imprenditori. Potremmo convivere tutti felicemente, senza pestarci i piedi. Basterebbe un azienda che facesse da garante come succede in Inghilterrà oppure in Olanda. Vincerebbero le qualità e non il prezzo stracciato oppure la botta di fortuna.

Cosa consiglieresti di fare prima e dopo averla aperta?
Pianificazione. Molta, tanta, troppa. Fino a scartavetrarsi i gabassisi. In italia ne facciamo poca. Non so perchè un piccolo imprenditore non può prendersi il suo tempo per pianificare una strategia. A volte sembra che non lo si possa fare solo perchè si è piccoli. La realtà è che non centra nulla, anzi.

“la pianificazione è l’arma che vince tutti i problemi”
Quali sono sono state le difficoltà maggiori dopo che hai aperto la tua attività?
Credo che riguardino la gestione del lavoro, delle attività da considerarsi prioritarie. Tutto ciò che riguarda il tuo flusso di lavoro, ma ho scoperto che la pianificazione è l’arma che vince tutti i problemi.

Hai avuto difficoltà legate alla zona geografica in cui operi?
Direi di no, solo se mi paragoni ad altre zone italiane. Come piccoli centri magari poco connessi alla rete. Se invece ci paragoniamo all’estero allora il discorso cambia ed in peggio per noi.

Ti sei mai dovuto trasferire a causa del lavoro?
No. Ho fatto un periodo all’esetero però.

Come gestisci la tua giornata lavorativa? hai un metodo particolare?
Anche se in questo ultimo periodo non ho una particolare routine, dovuta al fatto che sto lanciando e collaborando con diverse persone per tanti progetti cerco sempre di muovermi in questo modo:

  1. Controllo e risposta email
  2. Controllo e pianificazione social (Facebook e basta)
  3. Chiamate di routine per la produzione dei progetti in corso
  4. Inizio a lavorare
  5. Controllo e risposta email
  6. Controllo social (Facebook)

I clienti ti fanno incazzare?
Vorrei dire un no secco. Ma è innegabile che non sia così, però ho scoperto che è tutto un problema mio. Di come gestisco la cosa e di come mi approccio al cliente, di come gestisco la cosa insieme a tutti i miei collaboratori.

Strumenti

Quali sono gli strumenti a cui non puoi rinunciare nello svolgimento del tuo lavoro quotidiano?
Mappe mentali: Le uso per tutto, dai progetti alle strategie aziendali.
Gmail: fondamentale. Ma lo uso malissimo, credo di essere l’unico e devo prendermi del tempo per sistemare questa cosa! 🙂
Facebook: Rischiosissimo. Insieme all’email mi sono imposto una serie di orari.
InDesign: Il primo amore. Anche se faccio sempre meno e tendo a guardare cosa non mi è chiaro e cosa potrei condividere.

Negli ultimi anni Adobe ha dato seguito ad una rivoluzione nel modo in cui si gestiscono le licenze. Cosa ne pensi?
Che dovrebbero concentrasi molto di più sulle cose che non vanno. Però è innegabile che abbiano fatto un passo in avanti sopratutto verso di noi.

Dal canale YT di Marco

Dal canale YT di Marco

In che modo ha influito nel tuo lavoro?
Sul mio lavoro in maniera drastica. Negli ultimi tempi sono davvero snervato, non si fa a tempo ad apprendere un passaggio una cosa nuova che il giorno dopo Adobe cambia tutto e butta tutti i tuoi sforzi, e non solo i tuoi se si tratta di un gruppo, a ramengo.

Quali secondo te gli svantaggi/vantaggi di questo cambiamento?
Non penso ad una lista di cose buone o cattive, guardo più in generale. Prova a prendere questo mercato globale, con 5/6 guru che non fanno altro che presentare le nuove figate del prodotto. Ha senso questa roba?
Io voglio anche sapere quale sarà la stategia dell’azienda, non puoi dirmi: “Hey, guarda che nella prossima estetate cambiamo tutto. Occhio”.

Quale è secondo te l’errore tipico che il giovane grafico freelance (o non freelance) commette al giorno d’oggi?
Non generalizzo, ma l’esperienza che ho avuto fino ad ora è che quasi tutti vogliono il clientone subito. Il problema è che nella gran parte dei casi non hanno neanche la forza per portare a termine un lavoro medio rispettando tempi e costi.

Lavoro in italia

“Non puoi lamentarti, dire che sei costretto ad abbassare i costi quando non sei minimamente posizionato”
C’è un grosso divario tra italia e l’estero come concezione del lavoro e rispetto della persona: cosa ne pensi?
Secondo me è tutta una questione di posizionamento. Non parlo solo di agenzie, mi vengono in mente molti colleghi freelance che ottengono grosse commesse perchè si sono posizionati bene nel tempo.
Non puoi lamentarti, dire che sei costretto ad abbassare i costi quando non sei minimamente posizionato e non hai un piano di business serio. E questo oggi vale anche per i freelance, a mio modo di vedere.

Hai un esperienza diretta che mi puoi raccontare?
L’unico esempio che posso farti e che meglio fa comprendere questo ragionamento è questo.
Io con il mio blog oltre a vendere la mia consulenza ed altri prodotti legati alla formazione riesco ad ottenere nuovi clienti. Certo la tecnica va perfezionata, ma ti posso garantire che la differenza tra un clinete che arriva per passaparola oppure in altri modi rispetto a quello che atterra sul mio blog e mi identifica come punto di riferimento fa tutta la differenza. Tempi, fiducia, gestione e controllo del lavoro sono robe quasi da mercato estero.

Perchè secondo te in italia siamo ancora legati al concetto di capo-padrone?
Perchè siamo legati al posto fisso e vediamo il posto di lavoro come qualcosa di sacro. Prima il lavoro poi tutto il resto. Oggi sacrifichiamo la nostra vita ed i rapporti con i nostri familiari. Può andar bene, non puoi far durare questa cosa per 40 anni, non ha più senso. Ci sono tutti i mezzi per gestire il proprio lavoro da dipendente o meno in maniere meno stressanti e con vantaggi enomici da ambo le parti.

marcotoscanoCosa vuoi fare da grande? hai un sogno nel cassetto?
Essenzialmente quello che faccio ma senza che sia io a farlo. Anche perchè devo vedere tante paesi nel mondo e Google Earth non mi basta.

Hai un tuo nuovo progetto in corso che mi vuoi presentare?
Ho yes! Si chiama InDesign Start Up e dura 14 ore. Come dice il nome del corso l’intento è quello di dare tutte la basi di “avviamento” a chi vuole imparare ad usare indesign in maniera professionale, andando dritti al punto.
152 lezioni dopo le quali ti puoi esercitare direttamente sui file usati duarnte le lezioni.

InDesign Start Up Digital Publishing News

Sull'autore

Sandro Tempesta

Sandro Tempesta

Graphic designer & digital strategist freelance.
Con un occhio di riguardo per le tamatiche legate alla grafica ed al web, questo blog è dedicato a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della comunicazione on line.
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