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Come Facebook sceglie i contenuti da mostrarci

Come Facebook sceglie i contenuti
Immagine da TheNextWeb.com

Quali sono i criteri secondo i quali Facebook sceglie i contenuti da mostrarci? Esiste una regola prevedibile? Possiamo influenzare questa decisione?

 

Vediamo attraverso quali strumenti cediamo spontaneamente le nostre informazioni.

All’inizio di ogni social network, tutti vedevano tutto, anzi c’era proprio bisogno di riempire le bacheche dei nuovi iscritti e quindi non si poneva alcun problema di filtro dei contenuti.

Oggi però non è più così, e il problema è diventato quello dei troppi contenuti da gestire e quindi di trovare un criterio per scegliere quali farti visualizzare.

La limitazione della visibilità dei contenuti è quindi necessaria non solo per scopi puramente economici  (Facebook ti rivende visibilità a pagamento) ma anche pratici perché se il criterio fosse solo quello temporale, basterebbe assentarsi qualche ora dal social network per perderci gli ultimi post dei nostri amici o pagine.

Ed invece anche qualche giorno dopo, Facebook in maniera proporzionata alle nostre interazioni, ci mostra l’ultimo post del nostro amico, l’ultima galleria di prodotti dell’azienda che seguiamo, l’ultimo prodotto o servizio correlato ai nostri gusti.

Come? l’ultimo prodotto correlato ai nostri gusti?

Come fa quindi Facebook ad individuare i nostri gusti?

Semplicemente glieli diciamo noi mentre navighiamo: intanto per anni ci ha dato uno strumento dove in cui l’attività principale era quella di mettere “mi piace” alle cose che vedevamo. E ne ha fatto tesoro, conoscendoci sempre meglio.

Anteprima dei vari livelli di gradimento che Facebook registra quando interagiamo con un post

Anteprima dei vari livelli di gradimento che Facebook registra quando interagiamo con un post

In seguito questo strumento si è ulteriormente evoluto, fornendoci anche dei livelli differenti di cui Facebook tiene conto, registrando quindi quanto ci piace o non ci piace qualcosa.

Ma torniamo ai contenuti e portiamo avanti un esempio esplicativo ma reale (su me stesso) utile per capire cosa succede quando dimostriamo un nuovo interesse.

Sandro è un grafico che si interessa di Marketing.
Oltre a seguire tutte le pagine sulla grafica e partecipare alle discussioni dei gruppi sulla grafica, Sandro inizia prima a seguire alcune pagine riguardanti il Marketing e man mano che ne visualizza i contenuti,  fa sempre più spesso “Mi piace” o “WoW” o “Love” e condivide articoli di Marketing, in particolare di Web Marketing.
Ecco che Facebook sta registrando un nuovo interesse non dimostrato in precedenza, e lo incentiva, assecondandolo con altri contenuti correlati di cui è quasi certo che gli interessano. E più si continua a fare mi piace, commentare, condividere, più Facebook raffina i suoi gusti, profilandoli sempre meglio.

“vieni da noi, ti facciamo trovare i clienti perfetti per il tuo business, perché conosciamo tutti i gusti delle persone che stai cercando”.
In questo modo si ha un duplice vantaggio:
  1. conoscere sempre i meglio i gusti degli utilizzatori, serve a vendere meglio la visibilità a pagamento.
  2. mostrare contenuti pertinenti ai tuoi interessi, serve per farti restare incollato al monitor perché trovi sempre cose interessanti per te.

Quindi dopo aver visto come il mi piace nei suoi vari livelli introdotti condiziona i contenuti correlati, quali possono essere altri elementi di conoscenza dei nostri gusti?

La nostra scheda del profilo.

Quante cose ci chiede di compilare Facebook? Non ci pensa quasi nessuno perché si autocompone man mano che usiamo il social network o con le cose che inseriamo spontaneamente all’inizio e poi dimentichiamo.
Ognuno di questi elementi è una preziosa fonte di informazione su chi siamo e cosa ci piace e Facebook però non se ne dimentica.
Notate quante altre categorie sono già presenti nel mio profilo senza che io abbia mai inserito nulla spontaneamente: Programmi Tv, Film, Squadre sportive, Atleti, Ristoranti…etc.

Esempio di parte schermata del profilo personale

Come si vede in questa immagine, Facebook compone automaticamente delle schede personali sui nostri profili. Ad esempio in questo caso si vede come Facebook dica pubblicamente quali libri mi piacciono, perché ho fatto mi piace ho avuto interazioni con le relative pagine.

 

 

 

Ho fatto un esperimento dimostrativo.

Per far vedere quanto i nostri gusti ci fanno rientrare nel target di chi decide di sponsorizzare la propria pagina, ho raccolto per sole 3 ore di presenza,  tutto quello che Facebook ha deciso di mostrarmi perché ho i requisiti richiesti da chi sta pagando Facebook per trovargli persone interessate.

Ho selezionato soltanto un tipo di inserzione, ovvero quella più semplice e meno elaborata su cui si può fare direttamente mi piace e diventare follower di una pagina, senza nemmeno entrarci e guardare.
Il risultato è esagerato: non sempre ci facciamo caso, nemmeno io stesso finché non ho voluto fare questo esperimento. Ho quindi salvato le schermate prese in 3 ore ed ho scoperto quanti esperti di Marketing (singoli o agenzie) ci siano in giro che provano a catturare la nostra attenzione.

Clicca sull’immagine per ingrandire.

Risultati dell'esperimento sui contenuti visualizzati

Risultati dell’esperimento sui contenuti visualizzati su Facebook: si tratta in tutti i casi di post sponsorizzati in cui io con i miei gusti ed attività, sono rientrato nel target selezionato dall’inserzionista. Notate come alcune di queste sono visualizzate perché un tuo amico ha fatto mi piace o perché Facebook li suggerisce spontaneamente.

 

 

Per concludere: la risposta alla domanda “possiamo influenzare questa decisione?” è si, possiamo, ma come avrete capito, condizionerebbe pesantemente l’utilità che avremmo dall’utilizzo di Facebook.

In fondo a cosa ci serve uno strumento che ci mostra cose che non ci interessano?
Per farlo funzionare bene, dobbiamo accettare questa piccola violazione volontaria della nostra privacy.


Se ti interessa approfondire altri aspetti della visibilità su Facebook e di come molti editori la sfruttano ti invito a leggere questo articolo dedicato alle rubriche di Gossip oppure questo dedicato ai titoli scritti per accaparrarsi furbamente delle visite.


 

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Sull'autore

Sandro Tempesta

Sandro Tempesta

Graphic designer & digital strategist freelance.
Con un occhio di riguardo per le tamatiche legate alla grafica ed al web, questo blog è dedicato a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della comunicazione on line.
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